Approfondimenti‎ > ‎

Organizzazione Primo Soccorso

Di seguito vengono elencate le procedure estrapolate dal D.M. 388/03 per organizzare il primo soccorso aziendale (a fondo pagina è possibile consultare il documento originale del Decreto Ministeriale):
1. individuare la categoria di appartenenza dell’azienda ai sensi del DM 388/2003
2. adeguare i presidi di primo soccorso in relazione alla classificazione
3. individuare gli addetti al primo soccorso(APS): il numero non è stabilito dalle norme di riferimento. La Conferenza di coordinamento delle Regioni e delle Province Autonome ha dato i seguenti criteri minimi:
  •     Un addetto ogni 30 lavoratori
  •     Due addetti per ciascun turno di lavoro
  •     Un addetto ogni 500/1000 mq d'area
4. formare gli addetti secondo la norma vigente
5. aziende con più di 100 dipendenti (*) : individuazione di un Centro Aziendale di Gestione dell’Emergenza (CAGE)
6. aziende con numero di dipendenti (*) compreso fra 30 e 100: individuazione di un coordinatore aziendale del primo soccorso (CAPS)
7. aziende con numero di dipendenti (*) inferiore a 30: nomina degli/del addetti/o al primo soccorso
(*) = dipendenti presenti contemporaneamente nell’unità produttiva
8. redazione di un piano di primo soccorso - da considerare parte integrante del piano di emergenza aziendale - adattando alla specificità aziendale la seguente procedura:

Ogni dipendente o altra persona qualora ravvisi che un altro dipendente o persona, presente a vario titolo in azienda, è coinvolto in un infortunio o è colto da malore, deve:
  1. mettersi in contatto immediatamente con il CAGE e/o il CAPS (per aziende di grandi dimensioni) e/o con l’ APS
  2. fornire, se si è in grado, alla CAGE e e/o al CAPS (per aziende di grandi dimensioni) e/o all’ APS anche elementi di valutazione Supplementari sullo scenario, ad es. se il soggetto ha ingerito o inalato sostanze pericolose, se è opportuno chiamare anche i Vigili del Fuoco o immediatamente un’ambulanza, se vi è necessità di spostare la vittima per la presenza di pericolo incombente nell’ambiente
  3. qualora non sia possibile contattare il CAGE e/o il CAPS (per aziende di grandi dimensioni) e/o l’ APS telefonare direttamente al numero 118 rispondendo puntualmente alle domande poste dall’operatore della centrale 118
  4. ricevuta la segnalazione, il CAPS, ove presente, o l’APS provvederà a:
  •  chiamare la centrale 118 fornendo le informazioni richieste, descrivendo l’entità dell’evento, seguendo uno schema precostituito (nel quale è importante, tra le altre informazioni da fornire, indicare l’indirizzo dell’unità produttiva ed eventuali punti di riferimento per agevolare il tragitto da percorrere) per consentire alla centrale 118 la valutazione di invio del mezzo di soccorso con le professionalità sanitarie previste
  • chiedere alla centrale 118 il tempo di percorrenza previsto
  • inviare gli APS, presenti in servizio, sul luogo dell’evento che , in attesa del soccorso professionale del 118 mettono in pratica quanto sono stati formati ad applicare in materia di primo soccorso
  • inviare, se necessario, un APS o un dipendente all’ingresso dell’unità produttiva per attendere l’arrivo dell’ambulanza, facilitarne l’ingresso e guidare i soccorritori del 118 per raggiungere in tempi rapidi la vittima
Se l'infortunato anche lieve è un dipendente, si dovrà provvedere alla segnalazione di infortunio.

E’ opportuno ricordare alcuni principi generali di comportamento (non esaustivi) per il dipendente o l’APS da adottare nello scenario di un evento sanitario:

  1. valutare lo scenario dell’evento al fine di proteggere la propria incolumità e quella di terzi (ad es. in presenza di fumi o vapori pericolosi indossare gli idonei DPI)
  2. ricordare che solo il personale del 118 è autorizzato a far spostare l’infortunato e/o il soggetto colto da malore dal luogo in cui si è verificato l’evento, tranne nei casi di pericolo grave ed imminente (es. incendio o rischio di crollo o di caduta) interagendo se possibile con la centrale 118
  3. non dare da bere e non somministrare nulla al soggetto infortunato e/o colto da malore
  4. evitare il contatto con liquidi biologici (sangue, saliva ecc.) quando presenti indossando, se del caso, idonei dispositivi di protezione individuale
  5. utilizzare atteggiamenti e frasi rassicuranti
  6. in caso di trauma, lasciare la vittima nella posizione che ha assunto
  7. non tentare di ridurre eventuali fratture o lussazioni
  8. non intervenire sulle ustioni, se non si hanno le nozioni adeguate
  9. non rimuovere corpi estranei eventualmente presenti in regioni del corpo
  10. nel fornire la descrizione dell’evento, evitare di fare ipotesi e di trarre conclusioni di cui non si abbiano certezze dirette.

NOTA: nel caso in cui l’infortunato e/o il soggetto colto da malore non ravvisi problemi per la sua salute e chieda di allontanarsi o di riprendere il lavoro, l’addetto al primo soccorso prende nota per iscritto dell’evento e dell’ora in cui il lavoratore ha abbandonato il luogo di lavoro o ha ripreso il lavoro.

Caratteristiche dei locali ad uso laboratorio - Camera di medicazione:
L’obbligo della camera di medicazione era sancito dall’articolo 30 del DPR 303/56 per le aziende che occupano più di 50 dipendenti soggetti a sorveglianza sanitaria obbligatoria e per le aziende industriali che occupano più di 5 dipendenti, qualora queste ultime siano ubicate lontano dai posti pubblici permanenti di pronto soccorso e le attività in esse svolte presentano rischi di scoppio, asfissia, di infezione o di avvelenamento.
Rispondendo ad uno specifico quesito di Confindustria in merito alla persistenza del suddetto obbligo a seguito dell’entrata in vigore del D.M. 388/03, il Ministero del lavoro ritiene che i contenuti dell’articolo 30 del DPR 303/56, devono intendersi di fatto parzialmente abrogati dal
momento che la dotazione di attrezzature minime per gli interventi di primo soccorso risulta subordinata alla valutazione dei rischi specifici presenti in azienda e, conseguentemente, risulta subordinato all’esito di tale valutazione lo stesso obbligo di apprestamento della camera di medicazione.

Su indicazione di alcuni Assessorati Regionali alla Sanità che hanno emanato indirizzi in tal senso, le caratteristiche e le attrezzature minime sono le seguenti:

  • pavimento di materiale impermeabile e ben connessi
  • presenza nel locale ambulatorio di un lavabo con acqua calda e fredda con pareti adiacenti piastrellate, dotato di sapone liquido e asciugamani
  • una scrivania
  • due sedie
  • uno sgabello
  • un porta abiti
  • un lettino dotato di dispositivo per rotolo
  • un carrello portaoggetti
  • un cestino porta rifiuti

L’elenco del materiale di primo soccorso necessario varia a seconda della classificazione dell’azienda:

1) Contenuto minimo della cassetta di pronto soccorso (per le aziende di gruppo A e B):
  • Guanti sterili monouso (5 paia).
  • Visiera paraschizzi
  • Flacone di soluzione cutanea di iodopovidone al 10% di iodio da 1 litro (1).
  • Flaconi di soluzione fisiologica ( sodio cloruro - 0, 9%) da 500 ml (3).
  • Compresse di garza sterile 10 x 10 in buste singole (10).
  • Compresse di garza sterile 18 x 40 in buste singole (2).
  • Teli sterili monouso (2).
  • Pinzette da medicazione sterili monouso (2).
  • Confezione di rete elastica di misura media (1).
  • Confezione di cotone idrofilo (1).
  • Confezioni di cerotti di varie misure pronti all'uso (2).
  • Rotoli di cerotto alto cm. 2,5 (2).
  • Un paio di forbici.
  • Lacci emostatici (3).
  • Ghiaccio pronto uso (due confezioni).
  • Sacchetti monouso per la raccolta di rifiuti sanitari (2).
  • Termometro.
  • Apparecchio per la misurazione della pressione arteriosa.

2) Contenuto minimo del pacchetto di medicazione (per le aziende di classe C):
  • Guanti sterili monouso (2 paia).
  • Flacone di soluzione cutanea di iodopovidone al 10% di iodio da 125 ml (1).
  • Flacone di soluzione fisiologica (sodio cloruro 0,9%) da 250 ml (1).
  • Compresse di garza sterile 18 x 40 in buste singole (1).
  • Compresse di garza sterile 10 x 10 in buste singole (3).
  • Pinzette da medicazione sterili monouso (1).
  • Confezione di cotone idrofilo (1).
  • Confezione di cerotti di varie misure pronti all'uso (1).
  • Rotolo di cerotto alto cm 2,5 (1).
  •  Rotolo di benda orlata alta cm 10 (1).
  • Un paio di forbici (1).
  • Un laccio emostatico (1).
  • Confezione di ghiaccio pronto uso (1).
  • Sacchetti monouso per la raccolta di rifiuti sanitari (1).
Se l’unità produttiva ha più di 3000 mq di superficie è consigliato avere in dotazione una barella.

Aziende con lavoratori in luoghi isolati

Il DM. 388/2003, che si occupa di primo soccorso aziendale, stabilisce l’obbligo per le aziende che hanno lavoratori dislocati in sedi diverse all’unità produttiva o in zone isolate, di assicurare una organizzazione dell’emergenza con il pacchetto di medicazione e con un mezzo di comunicazione adeguato. Il mezzo di comunicazione, pur non definito, può essere identificato nel cellulare o radio trasmittente per raccordarsi con la propria unità produttiva, che in caso di emergenza attiverà il sistema 118, o se la procedura interna lo prevede, l’attivazione diretta.
Nel caso di lavoratori dislocati in luoghi privi di “campo” che non permettono l’uso di cellulari o radio trasmittenti dovrà essere prevista una procedura che permetta all’azienda di conoscere la collocazione geografica precisa dei lavoratori e una verifica di “rientro” dei lavoratori stessi. Al fine di inviare sul luogo noto i soccorsi in caso di “mancato rientro”. Quanto sopra andrà predisposto imprescindibilmente per lavoratori che svolgono i propri compiti in solitudine. In casi particolari (lavoratori in solitudine ad es. durante il turno notturno) possono essere
adottati sistemi di sorveglianza/organizzazione d’allarme: un impianto di sorveglianza tiene continuamente sotto controllo la persona “sola” e fa scattare automaticamente il dispositivo di allarme in caso di emergenza. Può essere attuato: con dispositivi fissi (telecamere) che tengono sotto controllo il locale in cui opera il lavoratore; con apparecchi di controllo sull’uomo che registrano i movimenti del corpo. In posizione distesa (svenimento) scatta l’allarme dopo un certo tempo prestabilito.
Ċ
Progetto Salute,
09 ago 2013, 01:00
Ċ
Progetto Salute,
09 ago 2013, 01:00
Ċ
Progetto Salute,
09 ago 2013, 01:00