Il ruolo del medico competente nella valutazione del rischio stress lavoro-correlato

Come riportato dall’art. 25 del D.Lgs 81/08, una delle principali attività del medico competente in relazione alla tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, è la sorveglianza sanitaria, che ad oggi, però, non costituisce una misura d’elezione per il rischio stress lavoro-correlato.
A tal proposito il “Coordinamento Tecnico Interregionale della prevenzione nei luoghi di lavoro” (2012) riporta che “nell’ambito delle disposizioni normative vigenti non esiste una previsione esplicita di obbligo di sorveglianza sanitaria per i lavoratori esposti al rischio da stress lavoro-correlato”.
Sebbene la sorveglianza sanitaria non sia in tal caso un obbligo, il medico competente (MC) è tenuto, in relazione allo stress lavoro-correlato, a:

  • effettuare le visite mediche straordinarie a richiesta dei lavoratori (art. 41, D. Lgs 81/08);
  • collaborare con il datore di lavoro e con il servizio di prevenzione e protezione alla valutazione dei rischi e alla predisposizione delle misure di tutela della salute e dell’integrità psico-fisica dei lavoratori (art.25, D. Lgs 81/08).

In cosa consiste tale collaborazione con il datore di lavoro e il servizio di prevenzione e protezione dai rischi?
Il MC (ove nominato) fa parte del Gruppo di Gestione della valutazione (dello stress lavoro-correlato), costituito su iniziativa del datore di lavoro, all’interno del quale sono presenti anche RSPP, ASPP, RLS/RLST.
La funzione chiave del Gruppo di gestione è quella di programmare, monitorare e agevolare l’attuazione delle attività di valutazione e gestione del rischio. In particolare il MC collabora con le altre figure professionali principalmente al fine di:

  • identificare i gruppi omogenei (gruppi che risultino essere esposti a rischi dellostesso tipo); 
  • fornire i dati di propria competenza relativamente agli eventi sentinella (quali richieste visite mediche straordinarie o segnalazioni formalizzate di lamentele dei lavoratori);
  • contribuire all’individuazione delle misure correttive, in particolare per i fattori organizzativi stressogeni che sono maggiormente collegati ad aspetti biologici (es. ritmi e turni di lavoro); - partecipare alla gestione dei casi individuali che dovessero emergere sia come visite a richiesta, sia con altre modalità, secondo le procedure stabilite dall’azienda;
  • partecipare ad iniziative aziendali di promozione della salute rispetto a patologie correlate allo stress.

Nel documento redatto dal “Coordinamento Tecnico Interregionale della prevenzione nei luoghi di lavoro” (2012) viene sottolineata l’importanza di mantenere una netta distinzione tra tre diversi piani di attività del medico competente:

  1. raccolta, ai fini della valutazione preliminare del rischio, di alcuni eventi sentinella (richieste di visite, segnalazioni di lamentele…);
  2. valutazione delle condizioni di ipersuscettibilità individuale (generalmente legate all’esistenza di patologie per le quali è noto che lo stress costituisce un fattore causale o aggravante), ai fini dell’espressione del giudizio di idoneità;
  3. eventuale raccolta e valutazione epidemiologica di disturbi e segni clinici stress-correlati, ai fini della valutazione approfondita del rischio.

Alla luce di tali considerazioni, la presenza del MC può dare un valore aggiunto alla valutazione dello stress lavoro-correlato grazie proprio alle conoscenze e competenze che sono peculiari della sua professione.