Prevenzione della violenza nelle scuole: partire dallo stress lavoro-correlato

Il portale qutidianosanità.it ha pubblicato un articolo di approfondimento sul il tema dello stress lavoro-correlato nelle scuole.

Genitori che picchiano e minacciano gli insegnanti, insegnanti violenti con gli alunni (fortunatamente pochi), ragazzi che vanno a scuola con il coltello tra i libri. La scuola italiana sta attraversando un periodo di crisi. Mario Sellini (segretario generale del sindacato degli psicologi italiani (Aupi) e presidente della società scientifica, Form – Aupi) invita ad affrontare la violenza nelle scuole partendo dalle linee guida redatte dal Miur sul tema dello stress lavoro-correlato, per rilevare situazioni di particolare disagio e quindi poter agire in tempo:

“Perché non dotare la scuola di uno strumento capace di dirci, per ciascun istituto scolastico e per tutto il personale, lo stato dell'arte? Noi psicologi siamo certi che la stragrande maggioranza delle realtà scolastiche siano immuni da rischi collegati allo stress lavoro correlato. Ma quello che noi potremmo definire uno screening servirebbe ad individuare quelle (poche) realtà che dopo uno studio potrebbero presentare problematiche tali da richiedere un intervento, monitorando, nel contempo, tutte le altre. Perché non utilizzare modi di fare prevenzione che hanno dato risultati importanti in altri campi?”

Le linee guida ci sono, gli strumenti esistono. Ricordiamo ad esempio il metodo proposto dal ULSS Di Verona e correlato al lavoro del Sistema di Riferimento Veneto per la Sicurezza nelle Scuole ( SiRVeSS).
Il metodo è suddiviso in due fasi: la raccolta di dati oggettivi (in relazione a i cosiddetti dati “sentinella” per fornire una fotografia oggettiva della realtà scolastica), ed una check list che “indaga le possibili cause di stress e problematiche di tipo organizzativo, permettendo nel contempo di individuare possibili misure di miglioramento.

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