I test antigenici Covid non sono tutti uguali e noi usiamo i più evoluti e accurati

Con il recente Decreto “Riaperture” (n. 52 del 22 aprile 2021), il risultato negativo del test antigenico (“tampone rapido”) effettuato da personale sanitario, potrà essere utilizzato per riprendere gli spostamenti fra Regioni, fin qui soggetti a limitazioni. Proprio per questo, è importante che l'accuratezza e l'affidabilità del test utilizzato sia la maggiore possibile per evitare una drammatica ripresa dei contagi. 

Potrebbe essere utile, quindi, approfondire le caratteristiche dei test disponibili.  

Con due Circolari (8 gennaio e 15 febbraio), il Ministero della Salute ha raccomandato l'utilizzo di test antigenici con elevata sensibilità (almeno superiore al 90 %) e specificità (almeno superiore al 97%) nello screening per il Covid19.

In sostanza, Il Ministero ha suddiviso i test antigenici in tre “generazioni”, le cui performance possono essere così schematizzate 

GENERAZIONE

METODICA  

ESITO DEL TEST 

SENSIBILITA' (*)

SPECIFICITA' (**)

Prima

immunocromatografia   

POSITIVO/NEGATIVO
Lettura visiva (soggettiva) 

Media (variabile)

Medio-alta (variabile)

Seconda

immunofluorescenza  

POSITIVO/NEGATIVO con strumento di misura 

Medio-alta

Alta

Terza

microfluidica e lettura qualitativa in fluorescenza

POSITIVO/NEGATIVO 

Alta

Alta

microfluidica e lettura quantitativa in fluorescenza 

MISURA DELLA CARICA VIRALE 

Alta

Alta

(*) capacità di evitare i falsi negativi; (**) capacità di evitare i falsi positivi 

I test di “prima generazione” sono sul mercato ormai da quasi un anno e sono diverse centinaia i produttori che li propongono ma, ad una valutazione comparata, hanno mostrato un'accuratezza molto variabile e spesso inferiore a quella dichiarata dal produttore: mentre la specificità (cioè la capacità di individuare i veri positivi) è generalmente buona, non altrettanto si può dire della sensibilità (e cioè nella capacità di evitare risultati falsamente negativi). Inoltre, risentono della soggettività della lettura visiva dell'esito. 

La lettura strumentale del test (fluorescenza) aumenta in modo significativo la sensibilità del metodo ed evita la soggettività della lettura. 

L'evoluzione tecnologica ha permesso poi l'abbinamento di altre tecniche (microfluidica) aumentando ancora l'affidabilità dei test mantenendo la velocità di risposta (10-30 minuti). Il Ministero della Salute ritiene che l'affidabilità di questi test sia molto vicina a quella dei test molecolari. 

Da poco tempo sono disponibili sul mercato test rapidi ancora più sofisticati che permettono di misurare in pochi minuti, ma con elevata accuratezza, la quantità di antigene virale e quindi l'entità della carica virale e quindi la contagiosità. In questo modo è possibile individuare i “super diffusori” e cioè le persone particolarmente contagiose anche in assenza di sintomi critici, orientando quindi ad una particolare attenzione al tracciamento dei loro contatti. Nella nostra pratica (ad oggi 13.000 test eseguiti), ci accade quotidianamente di osservare casi positivi totalmente asintomatici con valori di carica virale di alcune migliaia quando il valore di negatività è inferiore a 20 picogrammi/millilitro. 

In un recente articolo su JAMA Network Open (Associazione dei medici americani), si stima che il 59% dei contagi da Sars-Cov-2 derivi da persone asintomatiche e che un altro 35% avvenga nella fase che precede l'insorgenza dei sintomi. L'individuazione precoce con test antigenici delle persone infette e molto contagiose anche se senza sintomi, diventa così determinate per la riduzione del contagio.

Anche per queste considerazioni, abbiamo ritenuto di utilizzare i test antigenici più evoluti sotto il profilo tecnico (terza generazione) che permettono la misura quantitativa dell'antigene virale.  

 

27 aprile 2021

 

Dott. Azelio De Santa
Direttore Sanitario