Aggiornamenti per la gestione aziendale del Coronavirus

A circa 10 giorni dal manifestarsi dei primi focolai epidemici in Italia, abbiamo ritenuto opportuno sintetizzare alcune informazioni che possono risultare utili per la gestione aziendale dei rischi connessi al Coronavirus.

Diffusione

  • Al momento, ai focolai epidemici iniziali (Provincia di Lodi e Vò Euganeo) se n'è aggiunto un terzo in Provincia di Modena. Le altre Province mostrano l'assenza di casi o un numero basso o molto basso. In particolare, la Provincia di Trento risulta finora esente da casi di Coronavirus
  • Il numero di casi di infezione con sintomi non gravi è superiore all' 80% mentre la percentuale di casi gravi, che necessitano di ricovero ospedaliero per terapie intensive appare inferiore al 10% dei tamponi positivi. A parte sporadiche eccezioni, i casi gravi e i decessi riguardano persone anziane e/o con patologie gravi preesistenti. Il contributo diretto del Coronavirus ai decessi è tuttora in accertamento e in diversi casi appare non determinante.

Sviluppi attesi a breve

  • Le misure di contenimento adottate sembrano al momento riuscire a limitare una diffusione incontrollata dell'epidemia. Tuttavia, è possibile e verosimile che il virus stia circolato nel Nord Italia, per un tempo non definito, prima dell'adozione delle misure di contenimento e quindi il numero di casi risultati positivi ai tamponi di screening potrebbe sottostimare quello totale degli infetti.
  • L'obiettivo primario delle Autorità Sanitarie è quello di rallentare la diffusione del virus al fine di limitare l'impatto dell'epidemia sia sul Sistema Sanitario Nazionale (connesso principalmente alla gestione dei casi gravi), sia sul sistema produttivo, inteso in senso allargato anche ai servizi pubblici e privati.
  • Il pericolo di una tumultuosa diffusone del virus e quindi dei casi gravi, ancorché percentualmente limitati, è accentuata dall'assenza di immunità verso questo nuovo virus nella nostra collettività, immunità che invece ė parzialmente presente contro l'influenza stagionale, sia per le infezioni precedenti che per le campagne vaccinali annuali
  • Per la popolazione generale (e in particolare per quella lavorativa), il numero di casi gravi o dei decessi non dovrebbe costituire il motivo principale di apprensione. Il loro numero andrebbe infatti valutato NON rapportandolo al numero di tamponi confermati positivi MA al numero totale di persone infette. Sulla base del numero di infezioni totale stimato, il tasso di mortalità è attualmente fra 0,3% e 1%. (da Quotidiano Sanità).

 Cosa possono fare le aziende?

Come peraltro ogni cittadino, anche il sistema produttivo è chiamato a partecipare a questo sforzo collettivo per arginare l'espansione dell'epidemia in tempi ristretti, non solo per scopi di Sanità pubblica ma anche per limitare l'impatto economico di una possibile diffusa indisponibilità di personale a tutti i livelli gerarchici.

Questo impegno si realizza principalmente seguendo le indicazioni fornite dalle Autorità (misure generali , smart working, esclusione delle persone sintomatiche dall'ambiente di lavoro, ecc.) ma anche predisponendo un piano di gestione della possibile emergenza aziendale legata alla carenza temporanea ma critica di personale.

Una traccia per progettare e realizzare un piano di questo tipo può essere trovata nei seguenti due documenti:

 

Trento, 02/03/2020

La direzione sanitaria

 

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