Apnee ostruttive del sonno: diffusione nei luoghi di lavoro

Sono quasi un miliardo gli adulti che in tutto il mondo soffrono di apnee ostruttive del sonno (in inglese "obstructive sleep apnoea, OSA"), un disturbo della qualità del sonno, che ha importanti ripercussioni sulla salute globale.
La stima proviene dal primo studio di prevalenza mondiale dell'OSA pubblicato sulla rivista The Lancet Respiratory Medicine, che ben evidenzia l'elevato onere economico e sociale della malattia.
Nei luoghi di lavoro la prevalenza delle OSA è rilevante: si stima che solo in Italia l'identificazione precoce e il trattamento dell'OSA possano prevenire ogni anno fino a un milione di infortuni sul lavoro, 1000 decessi e 20.000 casi di invalidità permanente (Magnavita, N. et Al. Obstructive sleep apnea and work accidents: Analysis of the literature. Eur. J. Public Health 2016, 26 (Suppl. 1), ckw165.060.).
In Italia, vari studi indicano una prevalenza di OSA compresa fra 5 e il 10% dei maschi adulti che può arrivare al 30% in gruppi selezionati.
L'obesità, l'invecchiamento demografico, le malattie non trasmissibili (come il diabete) e gli stili di vita sedentari potrebbero avere un ruolo nell'aumento della prevalenza globale di OSA.
Secondo i criteri diagnostici dell'American Academy of Sleep Medicine (AASM), la diagnosi di OSA è incentrata sull'anamnesi del sonno, sulla ricerca di segni e sintomi respiratori specifici e dei disturbi medici o psichiatrici spesso associati. 
La conferma della diagnosi sarà comunque strumentale: anche se il “gold standard” è costituito dalla polisonnografia, come strumento di screening negli ambienti di lavoro può essere utilizzata la saturimetria notturna, che è più semplice e meno costosa rispetto alla polisonnografia. 

 Per ulteriori approfondimenti cliccate qui

 

 

Data di pubblicazione della news: 15/01/2020
« torna Indietro