Macronews sulle ultime novità per la gestione aziendale del Coronavirus

Il tumultuoso diffondersi dell'epidemia di Covid 19, ha portato recentemente alla pubblicazione di due importanti documenti che qui sotto presentiamo e che vi invitiamo a consultare attentamente.

 

Vademecum dell'APSS per la gestione aziendale dell'epidemia

L'azienda Provinciale servizi sanitari ha pubblicato recentemente un vademecum con indicazioni dettagliate per la gestione dell'epidemia da Coronavirus.
Fra l'altro, nella sezione dedicata al Medico competente, si prevede:

"Mantenere la sola attività di sorveglianza sanitaria a carattere di urgenza e necessaria a formulare l'idoneità nei casi non prorogabili - a titolo esemplificatvo visite preventive, visite su richiesta del lavoratore (in partcolar modo se soggetti ipersuscettibili), visita precedente alla ripresa del lavoro a seguito di assenza per motvi di salute superiore ai 60 giorni continuativi"

Il testo è scaricabile qui.

 

La sorveglianza sanitaria nel Protocollo condiviso di regolazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro

Nella giornata di sabato 14 marzo, su invito del Governo, le parti sociali hanno sottoscritto un documento che contiene alcune raccomandazioni per la gestione dell'epidemia da Coronavirus negli ambienti di lavoro. Il testo dell'accordo è scaricabile qui

E' importante evidenziare che si tratta di raccomandazioni e non di un provvedimento cogente.

Oltre a varie disposizioni di carattere organizzativo, procedurale e igienico, al punto 12 è prevista la prosecuzione della sorveglianza sanitaria periodica, contraddicendo un parere opposto espresso recentemente dall'Azienda Provinciale Servizi Sanitari (link al documento) e da molte Regioni in tutta Italia e da tutte le Associazioni Professionali dei medici competenti (link al documento) che invece consigliano di sospendere la sorveglianza sanitaria periodica mantenendo solo le prestazioni urgenti (visite preassuntive, rientri da malattia, visite su richiesta, ecc.), anche al fine di non contribuire alla diffusione del Coronavirus, vista anche la carenza di dispositivi di protezione individuale.

E' previsto inoltre che il medico competente (MC) segnali all'azienda situazioni di particolare fragilità e patologie attuali o pregresse dei dipendenti e che l'azienda provvede alla loro tutela nel rispetto della privacy. Tale disposizione risulta gravemente incompatibile con la normativa vigente sulla riservatezza dei dati sanitari che non può essere superata se non modificando il Testo Unico sulla Privacy.
In proposito conviene ricordare che l'articolo 3, comma 1, lettera b) del DPCM 8 marzo 2020 recita:
"è fatta espressa raccomandazione a tutte le persone anziane o affette da patologie croniche o con multimorbilità ovvero con stati di immunodepressione congenita o acquisita di evitare di uscire dalla propria abitazione o dimora fuori dai casi di stretta necessità e di evitare comunque luoghi affollati nei quali non sia possibile mantenere una distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro".
Non è quindi compito del MC o dell'azienda attuare questa tutela ma del singolo e del suo medico di famiglia. In casi dubbi, il lavoratore può richiedere una visita straordinaria.

Sulla base di quanto sopra esposto e della necessità che, in questo particolare momento, i medici competenti dedichino le necessarie risorse alla consulenza richiesta dalle aziende e alle Autorità Sanitarie per l'individuazione dei contatti stretti di casi di positività al Coronavirus, la Direzione Sanitaria di Progetto Salute srl ha disposto di:

  • proseguire con la sospensione temporanea almeno fino al 3 aprile della sorveglianza sanitaria periodica
  • ricordare alle aziende di informare i loro collaboratori della possibilit√† di ricorrere al medico di famiglia nel caso di patologie croniche o di immunodeficienza. In casi dubbi, il lavoratore pu√≤ richiedere una visita straordinaria al medico competente.

 

Opuscolo per le imprese dalla Lombardia

L'opuscolo è scaricabile qui

 

La Direzione Sanitaria
Trento, 17 marzo 2020

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