Strategie di gestione aziendale della diffusione da contagio da Coronavirus

La ripresa della diffusione del contagio da Sars-Cov2 impone il mantenimento e se possibile un'intensificazione dell'attenzione alla prevenzione anche in ambito lavorativo.
Riassumiamo qui le iniziative che riteniamo più rilevanti per una corretta gestione e prevenzione del contagio in ambiente lavorativo.

1. SUPPORTO AI COMPORTAMENTI NECESSARI PER LA PREVENZIONE DEL CONTAGIO
Ribadire e rafforzare, nei modi ritenuti più efficaci, l'importanza del distanziamento interpersonale (almeno 1 metro ma preferibilmente 2 metri), dell'uso corretto della mascherina chirurgica, dell‘igiene delle mani e della pulizia del luogo e degli strumenti di lavoro, oltre a tutte le procedure aziendali che son state elaborate dal datore di lavoro, che possono essere state dimenticate o sottovalutate dopo le ferie estive.

2. MANTENIMENTO O CREAZIONE DI “BOLLE” DI RELAZIONE LAVORATIVA
Ridurre il numero delle persone che possono avere contatti ravvicinati sul luogo di lavoro, soprattutto se non protetti con mascherina, come spesso accade ad esempio negli spogliatoi, in mensa o nelle zone ristoro/fumatori.

3. VACCINAZIONE ANTINFLUENZALE
Promuovere e facilitare il ricorso alla vaccinazione attraverso una campagna specifica e/o proponendo la vaccinazione in azienda. I motivi sono molteplici: di salute personale, aziendale e sociale. Infatti, oltre alla riduzione dei giorni di malattia, con la vaccinazione si possono evitare casi sospetti per Covid19 che dovrebbero essere soggetti ad isolamento e test molecolari, creando problemi organizzativi e produttivi aziendali oltre che sanitari, legati alle sempre possibili complicanze soprattutto in persone “fragili” (anziani, malati, ecc.). La letteratura scientifica suggerisce, inoltre, che le vaccinazioni (non solo influenzale) sembrano favorire un andamento meno aggressivo della Covid19.

4. PROMUOVERE L'USO DELLA APP IMMUNI
Consente un tracciamento più rapido dei contatti stretti, anche nell'ottica di riduzione del carico di lavoro e maggiore precisione nel tracciamento dei contatti stretti di eventuali casi in azienda.

5.DIAGNOSTICA PRECOCE DI CASI SOSPETTI O ASINTOMATICI


A) TEST IMMUNOLOGICI (RICERCA DI ANTICORPI)
Questi test valutano se la persona è entrata in contatto con il virus sulla base della risposta immunitaria, e cioè della presenza nel sangue degli anticorpi IGM e IGG rivolti contro il virus SARS-Cov2 che, tuttavia, necessita di almeno 8-9 giorni dal contagio per essere visibile.
Sono di 2 tipi:

-TEST SIEROLOGICI QUALITATIVI (“RAPIDI” o “PUNGIDITO”)
Danno una risposta di tipo positivo/negativo sia per IGM che per IGG in pochi minuti. Ci sono molti prodotti in commercio: non tutti sono stati validati e la loro sensibilità e specificità varia molto fra un prodotto e l'altro.
La loro prevalente utilità è quella di fare valutazioni su entità della circolazione virale nella popolazione di riferimento (anche aziendale) e quindi possono essere utili per confrontare i risultati in indagini condotte in successione a distanza di qualche mese sulla stessa popolazione. A causa della latenza della positività rispetto al contagio, il riscontro di negatività al test sierologico non garantisce la reale assenza contagiosità del soggetto. La positività, invece, richiede il temporaneo isolamento e il tampone molecolare in quanto una quota significativa può essere ancora contagiosa. In alternativa è possibile effettuare un tampone rapido e, nel caso questo risultasse negativo, è possibile evitare l'isolamento per i 2-3 giorni necessari per il tampone molecolare.

- TEST SIEROLOGICI QUANTITATI
Richiedono un prelievo venoso e un'analisi di laboratorio, con risposta entro 2-3 giorni. Danno una risposta anche di tipo quantitativo dosando le varie classi anticorpi e fornendo informazioni sulla forza della reazione anticorpale. In caso di positività, l'eventuale contagiosità deve essere poi indagata con tampone molecolare.  In alternativa, è possibile effettuare un tampone rapido e, nel caso questo risultasse negativo, è possibile evitare l'isolamento per i 2-3 giorni necessari per il tampone molecolare. Per essere gratuito l'esame deve essere prescritto dal medico di medicina generale o dal pediatra.

B) TEST PER LA RICERCA DEL VIRUS SARS-COV2 (CORONAVIRUS)
Sono di 3 tipi:  

- TAMPONE MOLECOLARE
Richiede il prelievo delle secrezioni naso faringee con un tampone e la successiva ricerca del codice genetico virale tramite un processo di amplificazione genica (PCR) che richiede complesse apparecchiature e reagenti. 
È altamente specifico ma può dare positività in soggetti in cui sono presenti frammenti non vitali del genoma del virus, ma non il virus (vivente e replicante) e quindi in persone non realmente contagiose. La sensibilità è condizionata pesantemente dalla correttezza del prelievo. Può dare falsi negativi nei primi 3 giorni dal contagio o quando il virus non è più presente nelle prime vie respiratorie (ad es.  polmonite). Per questo, usualmente si fanno 2 test di conferma della negatività a distanza di almeno 24 ore (criterio in via di revisione da parte dell'OMS). Può essere effettuato solo in laboratori pubblici o privati accreditati (nessuno in Trentino). L'attesa per il prelievo può variare da 1 a diversi giorni in base alle richieste diagnostiche (numero dei contagi sospetti o accertati). Il risultato si ha generalmente dopo 48-72 ore. Può essere prescritto dal medico di medicina generale o dal pediatra di base o dai medici di igiene pubblica sulla base di sintomi sospetti o di contatti stretti con casi accertati o sospetti.

- TAMPONE ANTIGENICO RAPIDO
Richiede il prelievo delle secrezioni naso faringee con un tampone. Ricerca le proteine del virus. La risposta si ha entro 20 minuti. È altamente specifico (pochissimi falsi positivi) ma un po' meno sensibile rispetto al tampone molecolare alle basse cariche virali, che sono mediamente le meno contagiose. Anche non sono stati finora pubblicati dati ufficiali, si stima che il test riesca ad individuare almeno 6 positivi veri su 7. La velocità della risposta li rendono particolarmente utili

  • nella gestione rapida “sul campo” di possibili focolai, permettendo di individuare velocemente la contagiosità di persone che hanno avuto contatti stretti con casi accertati o sospetti di Covid19
  • per distinguere velocemente le persone sintomatiche contagiose da quelle non contagiose

Questi test sono stati usati negli aeroporti per fare screening sui passeggeri in arrivo da luoghi a rischio su Ordinanza del Ministero della Salute (12 agosto), ma anche negli ospedali e in vari punti prelievo in Veneto e hanno ottenuto una validazione dall'istituto Spallanzani e da FDA americana.
Vari esperti e studiosi caldeggiano il loro utilizzo su vasta scala in vista della riapertura delle scuole.
Possono essere usati sul luogo di lavoro per verificare la contagiosità

  • in caso di sintomi sospetti
  • in contatti stretti di casi dubbi o screening rapido in contatti stretti di casi accertati di Covid19
  • al rientro da viaggi o vacanze o dopo assenze per malattia

Sulla base delle indicazioni date dal Ministero della Salute e da varie Regioni, una gestione sostenibile dei risultati appare la seguente:

  • test positivo: richiede isolamento e conferma con il test molecolare
  • test negativo in soggetto asintomatico: continuazione o ripresa del lavoro
  • test negativo in soggetto paucisintomatico (piccoli disturbi con febbre inferiore a 37,5): continuazione del lavoro rispettando i comportamenti preventivi (distanziamento, mascherina, igiene delle mani) ma se i sintomi si prolungano oltre 48-72 ore ripetizione del tampone rapido o prenotazione tampone molecolare
  • test negativo in soggetto francamente sintomatico con febbre > 37,5° C: isolamento e test molecolare.

- TEST SALIVARE
È equivalente dal punto di vista analitico ai due precedenti ma non ha bisogno di prelievo con tampone. Al momento non risulta validato in Italia (lo è invece dalla FDA Americana). Non richiede operatori specializzati, ha costi bassi e può essere ripetuto con grande frequenza. Sono in corso in Veneto dei progetti pilota per testare il personale insegnante con la stessa frequenza del personale sanitario (20 giorni).

 

Trento, 21/09/2020

 

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