-IMPORTANTE AGGIORNAMENTO- Vaccinazione anti-covid19 nei luoghi di lavoro

Il 6 aprile è stato firmato dalle parti sociali, INAIL, Commissario per l'emergenza Covid e dal Governo un documento dal titolo “Protocollo nazionale per la realizzazione dei piani aziendali finalizzati all'attivazione di punti straordinari di vaccinazione anti SARS-CoV-2/Covid-19 nei luoghi di lavoro”

Si tratta di un documento di carattere generale che formalizza i seguenti punti (in corsivo tra parentesi commenti della nostra Direzione Sanitaria) :

  1. l'impegno delle aziende e dei datori di lavoro alla vaccinazione diretta dei lavoratori che a prescindere dalla tipologia contrattuale prestano la loro attività in azienda
  2. I datori di lavoro, singolarmente o in forma aggregata e indipendentemente dal numero di lavoratrici e lavoratori occupati, possono manifestare la disponibilità all'Azienda Sanitaria di riferimento, specificando il numero di vaccini richiesti, ad attuare piani aziendali per la predisposizione di punti straordinari di vaccinazione anti SARS-CoV-2 (Covid-19) nei luoghi di lavoro destinati alla somministrazione in favore delle lavoratrici e dei lavoratori che ne abbiano fatto volontariamente richiesta
  3. I piani aziendali sono proposti dai datori di lavoro per i lavoratori interessati
  4. I costi per la realizzazione e la gestione dei piani aziendali sono interamente a carico del datore di lavoro, mentre la fornitura dei vaccini, dei dispositivi per la somministrazione (siringhe/aghi) e la messa a disposizione degli strumenti formativi previsti e degli strumenti per la registrazione delle vaccinazioni eseguite è a carico dei Servizi Sanitari Regionali
  5. La somministrazione del vaccino è riservata ad operatori sanitari in possesso di adeguata formazione per la vaccinazione anti SARS-CoV-2/Covid-19

Anche se la responsabilità generale e la supervisione dell'intero processo rimane in capo all'Azienda Sanitaria di riferimento, la realizzazione e la responsabilità dell'iniziativa vaccinale sul campo può avere tre soggetti:

  • il medico competente che può avvalersi di personale sanitario con adeguata formazione
  • strutture sanitarie private o liberi professionisti in possesso dei requisiti per la vaccinazione con i quali, anche per il tramite delle Associazioni di categoria, possono concludere una specifica convenzione
  • i datori di lavoro che non sono tenuti alla nomina del medico competente ovvero non possano fare ricorso a strutture sanitarie private, possono avvalersi delle strutture sanitarie dell'INAIL

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Nel Protocollo si trovano vari rinvii di dettaglio (indispensabili per chi deve realizzare la campagna) ad un altro documento dal titolo Indicazioni ad interim per la vaccinazione anti-SARS-CoV-2/Covid-19 nei luoghi di lavoro che, tuttavia, è carente di dettagli operativi. 

Comunque, se non verranno poi modificati,  i punti salienti sono i seguenti:

  • le Regioni e Province Autonome terranno in considerazione le specificità del tessuto produttivo nell'implementazione delle presenti indicazioni (= potranno modificare o integrare)
  • gli spazi destinati all'attività di vaccinazione potranno essere utilizzati per la vaccinazione di lavoratrici e lavoratori anche di altre aziende
  • la vaccinazione in azienda procede indipendentemente dall'età dei lavoratori
  • le modalità con cui l'azienda che intende aderire all'iniziativa ne dà comunicazione all'Azienda Sanitaria di riferimento sono disciplinate dalle Regioni o Provincie Autonome (indicazioni attualmente non disponibili)

 

  1. Requisiti preliminari
  • popolazione lavorativa sufficientemente numerosa (>50) anche di più imprese
  • sede aziendale nel territorio dell'Azienda Sanitaria che fornisce i vaccini
  • struttura organizzativa e risorse strumentali e umane adeguate al volume di attività previsto (criteri attualmente non disponibili)
  • dotazione informatica idonea a garantire la registrazione delle vaccinazioni;
  • ambienti (interni, esterni o mobili) idonei per l'attività, commisurati al volume di vaccinazioni da eseguire, sia per accettazione, sia per la vera e propria seduta vaccinale, sia per l'osservazione post-vaccinazione. L'idoneità degli ambienti destinati all'attività può essere valutata da parte dell'Az. Sanitaria che fornisce il vaccino (criteri attualmente non disponibili).

 

  1. Equipaggiamento minimo per la vaccinazione in azienda

Il medico competente o il personale sanitario opportunamente individuato redige l'elenco di quanto necessario nel rispetto delle norme di buona pratica vaccinale e  delle indicazioni provenienti dal percorso formativo obbligatorio previsto (indicazioni attualmente non disponibili), anche per garantire un idoneo intervento in caso si manifestino reazioni avverse. Il datore di lavoro garantisce l'approvvigionamento a proprio carico di quanto ritenuto necessario dal personale sanitario individuato

 

  1. Formazione e informazione

Il Servizio Sanitario Regionale rende disponibile l'accesso a specifici materiali formativi/informativi predisposti a livello nazionale e regionale (indicazioni attualmente non disponibili).

 

  1. Organizzazione della seduta vaccinale

Il medico competente o il personale sanitario opportunamente individuato valuta preliminarmente specifiche condizioni di salute, nel rispetto della privacy, che indirizzino la vaccinazione in contesti sanitari specifici.  

 

  1. Gestione del consenso

Il medico vaccinatore informa il soggetto in merito alla vaccinazione, illustra i contenuti dell'informativa ministeriale e acquisisce il consenso alla vaccinazione, utilizzando la modulistica unificata predisposta a livello nazionale.

 

  1. Registrazione

La registrazione della vaccinazione e di eventuali reazioni avverse deve essere effettuata secondo le modalità previste nella Regione/Provincia Autonoma di riferimento (non disponibili).

 

  1. Osservazione post vaccinazione

Il personale vaccinatore deve invitare il vaccinato a sostare per almeno 15 minuti negli spazi della sede vaccinale.

 

Trento, 14 aprile 2021

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