News 2016


13 maggio 2016

RISCHI PER LA SALUTE DA ESPOSIZIONE LAVORATIVA A CLIMA E MICROCLIMA CALDO

In considerazione del progressivo innalzamento delle temperature medie,  con la possibilità di "ondate di calore" estive e della possibilità che ciò costituisca un rischio lavorativo con particolare riguardo a persone più vulnerabili (malattie, età avanzata, ecc.), i medici competenti che fanno riferimento alla nostra struttura hanno ritenuto opportuno raccogliere in questo documento le indicazioni per orientare la valutazione e la gestione di tale rischio.  

In seguito ad eventi drammatici avvenuti nell'estate scorsa e riconducibili almeno in parte alle condizioni climatiche, l'organo di vigilanza (UOPSAL) ha recentemente richiamato i medici competenti ad ruolo propositivo nella collaborazione alla valutazione e gestione del rischio (indicazioni consultabili al link https://www.apss.tn.it/documents/10180//269559//atti+4%C2%B0+incontro+2015.) in carenza della quale il MC rischia la contestazione (penale) prevista dall'art. 25 c. 1 D.L.vo 81/08.  

A discrezione del datore di lavoro e/o del SPP, questo documento potrà essere allegato al documento di valutazione dei rischi. 

A) LAVORI IN ESTERNO (Rischio da clima caldo) 

Abitualmente per definire il rischio da calore viene considerata solo la temperatura, ma in realtà questo parametro deve essere valutato anche in relazione all’umidità, ed eventualmente alla ventilazione e all’irraggiamento per poter avere una indicazione più precisa del rischio.
Nei periodi in cui si prevede caldo intenso la prima e più importante cosa da fare ogni giorno è
verificare le previsioni e le condizioni meteorologiche.

E’ necessario valutare sempre almeno due parametri che si possono ottenere con la lettura su un semplice termometro e igrometro: la temperatura dell’aria e l’umidità relativa; le giornate in cui si prevede che la temperatura all’ombra superi i 30° e l’umidità relativa sia superiore al 70% possono costituire un rischio per persone affette da patologie particolari (malattie di cuore, insufficienza renale, obesità, diabete, ecc.) mentre temperature superiori a 35° e umidità superiore a 80% costituiscono un rischio anche per persone sane non acclimatate in lavori che comportano l'esposizione solare diretta.
E’ possibile utilizzare l’indice di calore (Heat Index), proposto anche dall’Istituto Nazionale
Francese per la Ricerca sulla Sicurezza, calcolandolo sulla tabella riportata in base alla temperatura dell’aria e all’umidità relativa. La temperatura dell’aria deve essere misurata all’ombra nelle immediate vicinanze del posto di lavoro. Questi indici sono validi per lavoro all’ombra e con vento leggero. In caso di lavoro al sole l’indice letto in tabella va aumentato di 15.

HEAT INDEX: disturbi possibili per esposizione prolungata a calore e/o a fatica fisica intensa
da 80 a 90 Cautela per possibile affaticamento
da 90 a 104 Estrema cautela, possibili crampi muscolari, esaurimento fisico
da 105 a 129 Rischio possibile di colpo di calore
130 e più Rischio elevato di colpo di calore


Occorre tener presente che il rischio è sempre più elevato quando il fisico non ha avuto il tempo di acclimatarsi al caldo; l’acclimatamento completo richiede dagli 8 ai 12 giorni e scompare dopo 8 giorni. E’ quindi evidente che il rischio è più elevato nel caso di “ondate di calore”, soprattutto quando queste si verificano a fine primavera o all’inizio dell’estate. Il rischio può essere aggravato anche da uno scarso riposo notturno dovuta all’alta temperatura

MISURE DI PREVENZIONE

Organizzare innanzitutto il lavoro in modo da minimizzare il rischio:
1. variare l’orario di lavoro per sfruttare le ore meno calde, programmando i lavori più pesanti nelle ore più fresche;
2. effettuare una rotazione nel turno fra i lavoratori esposti;
3. programmare in modo che si lavori sempre nelle zone meno esposte al sole;
4. evitare lavori isolati permettendo un reciproco controllo

Il vestiario deve prevedere abiti leggeri traspiranti, di cotone, di colore chiaro; è sbagliato lavorare a
pelle nuda perché il sole può determinare ustioni e perché la pelle nuda assorbe più calore. E’ importante anche un leggero copricapo che permetta una sufficiente ombreggiatura.

Le pause in un luogo fresco sono opportune per permettere all’organismo di disperdere il calore accumulato. In alcune situazioni può essere necessario predisporre un luogo adeguatamente attrezzato. La frequenza e durata di queste pause deve esser valutata in rapporto al clima ma anche alla pesantezza del lavoro che si sta svolgendo e all’utilizzo del vestiario tra cui devono essere considerati anche i dispositivi di protezione individuale. Occorre sottolineare che tali pause devono essere previste come misure di prevenzione da chi organizza il lavoro ed i lavoratori devono essere invitati a rispettarle. Infatti il corpo umano, mentre avverte la temperatura esterna elevata e la fatica fisica, non è in grado di avvertire l’accumulo interno di calore; questo può portare a situazioni di estrema gravità (colpo di calore) senza che l’individuo se ne renda conto.

Rinfrescarsi bagnandosi con acqua fresca: è importante per disperdere il calore.

L’idratazione è un fattore è molto importante. E’ necessario bere per introdurre i liquidi dispersi
con la sudorazione: in condizioni di calore molto elevato il nostro organismo può eliminare anche più di 1 litro di sudore ogni ora che quindi deve essere reintegrato. Bere poco è pericoloso, perché il calore viene eliminato attraverso il sudore e la mancata reintroduzione di liquidi e sali può portare all’esaurimento della sudorazione e favorire quindi il colpo di calore. 

Non si devono assolutamente bere alcolici per due motivi: 1) perché si aggiungono calorie; 2) perché l’alcol disidrata, cioè sottrae acqua dai tessuti. E’ consigliato inoltre evitare il fumo di tabacco.

L’alimentazione deve essere povera di grassi, ricca di zuccheri e sali minerali: Preferire pasti leggeri,
facili da digerire, privilegiando la pasta, la frutta e la verdura e limitando carni e insaccati.

L’informazione dei lavoratori sui possibili problemi di salute causati dal calore è fondamentale perché
possano riconoscerli e difendersi, senza sottovalutare il rischio. La patologia da calore può infatti evolvere rapidamente e i segni iniziali possono non essere facilmente riconosciuti dal soggetto e dai compagni di lavoro.

La sorveglianza sanitaria  La presenza di alcune malattie come le cardiopatie, malattie renali, diabete, obesità possono ridurre anche drasticamente la resistenza dell’individuo all’esposizione a calore. 

Chi è maggiormente esposto: I lavoratori dei cantieri edili e stradali, gli agricoltori nei campi e/o in serra e in generale tutti i lavoratori che effettuano un lavoro faticoso, che rientra  nella classe 2, 3 o 4 della classificazione della norma UNI EN 27243 qui sotto riportata in forma tabellare.  


COME PREVENIRE

IN GENERALE
  • informare i lavoratori sui possibili problemi di salute causati dal calore perché possano riconoscerli e difendersi, senza sottovalutare il rischio.
  • seguire le prescrizioni e le limitazioni del medico competente che ha effettuato la sorveglianza sanitaria, in relazione all’idoneità sul rischio specifico

OGNI GIORNO
  • misurare la temperatura dell’aria (all’ombra) e l’umidità relativa e informare i lavoratori sul rischio
  • programmare i lavori di maggior fatica fisica in orari con temperature più favorevoli, preferendo l'orario mattutino e preserale;
  • programmare in modo che si lavori sempre nelle zone meno esposte al sole;
  • effettuare una rotazione nel turno fra i lavoratori esposti;
  • evitare lavori isolati permettendo un reciproco controllo.
  • usare abiti leggeri di colore chiaro in tessuto traspirante e copricapo
  • prevedere pause durante il turno lavorativo in un luogo fresco, con durata variabile in rapporto al clima e all' attività fisica del lavoro; i lavoratori devono essere invitati a rispettarle e non devono essere lasciate solo alla libera decisione del lavoratore (per es.: quando ti senti stanco ti puoi fermare).
  • rinfrescarsi bagnandosi con acqua fresca
  • bere acqua fresca (non ghiacciata) e sali minerali per recuperare i liquidi e persi con la sudorazione che in queste condizioni climatiche possono raggiungere anche più di 1 litro di sudore ogni ora. Bisogna quindi bere molto anche indipendentemente dallo stimolo della sete.
  • non bere assolutamente alcolici
  • evitare il fumo di tabacco.
  • preferire pasti leggeri, facili da digerire privilegiando la pasta, la frutta e la verdura e limitando carni e  insaccati.
E' possibile procedere alla misurazione in tempo reale della temperatura corporea con misuratori ad infrarossi di costo molto contenuto (poche decine di euro). 


COME SI MANIFESTA LA PATOLOGIA DA CALORE

Può evolvere rapidamente e i segni iniziali possono NON essere facilmente riconosciuti dal soggetto e dai compagni di lavoro.
I segni premonitori di un iniziale colpo di calore possono essere irritabilità, confusione, cute calda e arrossata, sete intensa, sensazione di debolezza, crampi muscolari.
Segni successivi sono vertigini, affaticamento eccessivo, nausea e vomito. Tremori e pelle d'oca segnalano un veloce aumento della temperatura. Infine compaiono difficoltà di concentrazione e di coordinazione con mancanza d'equilibrio, seguiti dal collasso con perdita di coscienza e/o coma. In fase di collasso la temperatura corporea può raggiungere o superare i 42,2°C.

IL SOCCORSO
  • Accorgersi del pericolo di colpo da calore e subito attuare la terapia appropriata possono salvare la vita.
  • Chiamare subito un incaricato di Primo Soccorso e Chiamare il 118;
  • Posizionare il lavoratore all'ombra e al fresco, sdraiato in caso di vertigini, sul fianco in caso di nausea, mantenendo la persona in assoluto riposo; slacciare o togliere gli abiti;
  • Raffreddare la cute con spugnature di acqua fresca in particolare su fronte, nuca ed estremità.

B) LAVORI ALL'INTERNO  (Rischio da microclima caldo) 

Si definisce “microclima” il complesso dei parametri climatici dell’ambiente locale (ma non necessariamente confinato) che determina gli scambi termici fra l’ambiente stesso e gli individui che vi operano. Con particolare riferimento agli aspetti normativi gli ambienti termici vengono convenzionalmente distinti in:
  • ambienti termici severi
  • ambiento termici moderati.
NB: il termine severo non equivale a riconoscimento della presenza di un rischio ma alla possibilità dell'esistenza di un rischio, che deve essere valutato con metodi specifici.  

Si definiscono ambienti termici severi i luoghi di lavoro in cui le particolari esigenze produttive o dello svolgimento delle attività lavorative vincolano in maniera determinante i parametri microclimatici, in quanto, modificandoli, sarebbe irrealizzabile la funzione produttiva o dello svolgimento del servizio. Ad esempio lavori a ridosso di forni o altre macchine o impianti ad alte temperature. Negli ambienti termici severi dovranno essere effettuate valutazioni approfondite del rischio al fine di individuare le migliori misure di prevenzione e protezione da adottare. I due metodi maggiormente utilizzati sono il metodo proposto da ACGIH o il metodo PHS rispettivamente normati da UNI EN 27243 e da UNI EN ISO 7933.  Una volta evidenziato un rischio da microclima severo, la prevenzione si attua con pause in locali climatizzati e, in casi particolari, con un aumento della ventilazione (valutabile solo col metodo PHS e non col metodo ACGIH)  oltre all'idratazione puntuale. 

NB: dal momento che poco probabile che le misure di microclima vengano fatte in occasione di "ondate di calore", è opportuno che nella valutazione del rischio si ipotizzino situazioni estreme (ma che si sono realizzate in passato) per valutare le misure preventive da applicare in caso di ricorrenza. 

Si definiscono ambienti termici moderati i luoghi di lavoro in cui l’attività e l’impegno fisico del lavoratore si possono svolgere in condizioni di bilancio termico del corpo umano. Ad esempio scuole, uffici, negozi, officine meccaniche, laboratori manifatturieri ecc. In questi casi, non sussiste un rischio lavorativo diverso da quello della popolazione generale a condizione che i luoghi di lavoro rispettino le caratteristiche minime (in particolare ventilazione naturale o forzata) previste dalle norme vigenti. Semmai, potrà sussistere un disconfort (=disagio) termico che potrà essere valutato con vari metodi: a questo proposito il metodo più utilizzato è quello proposto da Fanger e normato dalla UNI-EN-ISO 7730. 

C) MICROCLIMA CALDO E RAMADAN

In alcuni lavori, il digiuno totale (solidi e liquidi) imposto dal Ramadan o da altre credenze religiose non è compatibile con l'attività lavorativa sicura. 

Fra le condizioni che possono configurare questa incompatibilità:
  • lavori all'aperto d'estate 
  • microclima caldo severo
  • lavori fisicamente molto impegnativi 

Possibili soluzioni organizzative: 
  • ferie del lavoratore
  • tempo parziale e/od orario spostato al mattino anticipando l'inizio (esempio dalle 5 o alle 6)
  • lavoro solo di notte (nel ciclo continuo) 
  • per alcuni filoni dell'Islam è possibile la posticipazione del digiuno (entro il Ramadan successivo) quando questo può provocare danni alla salute (ad es. gravidanza, viaggi, ecc.)  

Fonti bibliografiche significative:  
1. Indicazioni UOPSAL ai medici competenti (2015) https://www.apss.tn.it/documents/10180//269559//atti+4%C2%B0+incontro+2015
2. Lavoro d'estate in condizioni di temperatura elevata -  ASL 15, 16 e 17 della Regione Veneto 
3. Ondate di calore ed attività lavorativa in esterno - Dipartimento Sanità Pubblica UOPSAL Forlì 
4. ACGIH - TLVs and BEIs 2016
5. Corano  (sura II, v.183): «Credenti! vi è stato prescritto il digiuno (...)  e chi di voi sia malato, o sia in viaggio, lo faccia per un numero corrispondente di altri giorni e per coloro che potevano farlo c’è un riscatto: il nutrimento di un povero; e chi fa di sua scelta di meglio, ciò è meglio per lui: che digiuniate è meglio per voi se sapeste! E' il mese di Ramadan nel quale fu fatto scendere il Corano a guida per gli uomini e chiare evidenze della Guida e discriminante definitiva; chi di voi attesti direttamente il mese vi digiuni e per chi sia malato od in viaggio, vi sia un numero corrispondente di altri giorni Iddio vuole per voi quel che vi è facile non vuole per voi quel che vi è duro, e ne completiate il numero e magnifichiate Iddio per avervi dato la Guida, e può darsi siate riconoscenti»"

Dott. Azelio De Santa
Direzione Sanitaria


10 marzo 2016

COMUNICAZIONE MUD 2015

A dicembre 2015 è stato approvato il NUOVO modello unico di dichiarazione ambientale MUD per l’anno 2016 (con riferimento all’anno 2015), da presentare entro il 30 aprile 2016.

I soggetti interessati sono così individuati (da http://mud.ecocerved.it):

1. Comunicazione Rifiuti speciali
  • Chiunque effettua a titolo professionale attività di raccolta e trasporto di rifiuti;
  • Commercianti ed intermediari di rifiuti senza detenzione;
  • Imprese ed enti che effettuano operazioni di recupero e smaltimento dei rifiuti;
  • Imprese ed enti produttori iniziali di rifiuti pericolosi;
  • Imprese ed enti produttori che hanno più di dieci dipendenti e sono produttori iniziali di rifiuti non pericolosi derivanti da lavorazioni industriali, da lavorazioni artigianali e da attività di recupero e smaltimento di rifiuti, fanghi prodotti dalla potabilizzazione e da altri trattamenti delle acque e dalla depurazione delle acque reflue e da abbattimento dei fumi (così come previsto dall'articolo 184 comma 3 lettere c), d) e g)).
  • Si ricorda inoltre che la Legge 28 dicembre 2015, n. 221 prevede che le imprese agricole di cui all'articolo 2135 del codice civile, nonché i soggetti esercenti attività ricadenti nell'ambito dei codici ATECO 96.02.01, 96.02.02 e 96.09.02 assolvono all'obbligo di presentazione del modello unico di dichiarazione ambientale, attraverso la compilazione e conservazione, in ordine cronologico, dei formulari di trasporto.
2. Comunicazione Veicoli Fuori Uso
  • Soggetti che effettuano le attività di trattamento dei veicoli fuori uso e dei relativi componenti e materiali.
3. Comunicazione Imballaggi
  • CONAI o altri soggetti di cui all'articolo 221, comma 3, lettere a) e c).
  • Impianti autorizzati a svolgere operazioni di gestione di rifiuti di imballaggio di cui all’allegato B e C della parte IV del D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152
4. Comunicazione Rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche
  • Soggetti coinvolti nel ciclo di gestione dei RAEE rientranti nel campo di applicazione del D.Lgs. 151/2005.
5. Comunicazione Rifiuti Urbani, Assimilati e raccolti in convenzione
  • Soggetti istituzionali responsabili del servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani e assimilati.
6. Comunicazione Produttori di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche
  • Produttori di apparecchiature elettriche ed elettroniche iscritti al Registro Nazionale e Sistemi Collettivi di Finanziamento.
Progetto Salute Srl Vi offre la propria competenza tecnica per la compilazione della nuova modulistica MUD 2016 per i soggetti obbligati alla presentazione della Comunicazione Rifiuti Speciali di cui al punto 1 mediante:
  • la compilazione del MUD 2016 in base ai dati che la Vs. azienda ci fornirà mediante compilazione di una tabella excel. I dati dovranno pervenire tramite mail a Progetto Salute entro e non oltre il 20 aprile 2016
  • la produzione del file contenente i dati richiesti 
  • l’invio della documentazione richiesta tramite invio telematico a Mudtelematico.
L’onere economico per il servizio sopra descritto varia a seconda del numero di unità produttive dell’azienda (va presentata una dichiarazione MUD per ogni unità produttiva) e del numero di rifiuti.

Qualora foste interessati ad un preventivo personalizzato contattateci scrivendo a francesca.ierace@prosalute.net e andrea.balduzzi@prosalute.net oppure al numero di telefono 0461/912765 chiedendo di uno dei sopracitati tecnici.



10 marzo 2016

SISTRI:RIDUZIONE SANZIONI E PAGAMENTO CONTRIBUTO ANNUALE

Con l’entrata in vigore della Legge 25 febbraio 2016, n. 21 viene stabilita una riduzione temporanea al 50% delle sanzioni per mancata iscrizione al Sistri ed omesso versamento del relativo contributo, oltre a confermare la proroga al 31 dicembre 2016 del periodo del cd. “doppio binario”.

Rimane invece invariato al 30 aprile 2016 il termine per il pagamento del contributo annuale SISTRI.

Ricordiamo che i contributi inerenti gli anni 2012 e 2013 rimangono sospesi e, pertanto, non sono da pagare.

Modalità di pagamento

Presso qualsiasi ufficio postale:
mediante versamento dell'importo dovuto sul conto corrente postale n. 2595427, intestato alla Tesoreria di Roma Succ.le Min. Ambiente SISTRI D.M. 17.12.2009 Min. Amb. DG Tut. Ter. Via C. Colombo, 44 – 00147 ROMA.
In particolare, nella causale di versamento occorrerà indicare:
  • contributo SISTRI/anno 20nn;
  • il codice fiscale dell'Operatore;
  • il numero di pratica comunicato dal SISTRI, a conferma dell'avvenuta iscrizione;

Presso gli sportelli del proprio istituto di credito:
Mediante bonifico bancario alle coordinate

IBAN: IT56L 07601 03200 000002595427
CODICE BIC/SWIFT: BPPIITRRXXX
CIN:  L   ABI: 07601   CAB: 03200   N. CONTO: 000002595427

Beneficiario:

TESOR. DI ROMA SUCC.LE
MIN.AMBIENTE SISTRI D.M. 17.12.2009
MIN.AMB.DG TUT.TER.VIA C.COLOMBO 44
00147 - ROMA

In particolare, nella causale di versamento occorrerà indicare:
  • contributo SISTRI/anno 20nn;
  • il codice fiscale dell'Operatore;
  • il numero di pratica comunicato dal SISTRI, a conferma dell'avvenuta iscrizione.

Dopo aver effettuato il pagamento dei contributi spettanti, gli Operatori dovranno comunicare, accedendo all’applicazione GESTIONE AZIENDE, i seguenti estremi di pagamento:
  • il numero della quietanza di pagamento rilasciata dalla Sezione della Tesoreria Provinciale presso la quale è stato effettuato il pagamento,
...ovvero il numero VCC-VCY della ricevuta del bollettino postale,

...ovvero il numero del "Codice Riferimento Operazione" (CRO o TRN) del bonifico bancario;

  • l'importo del versamento;
  • il numero di pratica a cui si riferisce il versamento.

Per qualsiasi delucidazione in merito contattateci scrivendo a andrea.balduzzi@prosalute.net oppure al numero di telefono 0461/912765 chiedendo del sopracitato tecnico.


02 marzo 2016

DEFIBRILLATORE - SEMPLIFICAZIONE E RIDUZIONE COSTI DELL'ABILITAZIONE 

A seguito di una recente provvedimento legislativo locale, è stata modificata la regolamentazione dell'abilitazione del personale non sanitario all'uso del defibrillatore.
Le ore di formazione necessarie passano così da 8 a 5 e non è più necessaria la presenza di un rappresentante di Trentino Emergenza all'esame finale. Ciò semplifica notevolmente la procedura di abilitazione e riduce i costi della formazione.

I nominativi dei partecipanti che supereranno l'esame finale vengono comunque inviati a Trentino Emergenza che provvede a rilasciare il tesserino di abilitazione. (Vai alla nostra proposta corsi BLSD)

In qualità di Ente formativo accreditato dalla Regione Trentino Alto Adige, Progetto Salute S.r.l. organizza corsi per l’abilitazione all’utilizzo del dispositivo salvavita DAE (defibrillatore) sia presso la sede di via Milano 118 a Trento, sia presso le sedi aziendali, con istruttori abilitati.

Partecipando a questo corso, si apprenderanno le tecniche di base a supporto delle funzioni vitali (Basic Life Support), per affrontare una situazione d’emergenza utilizzando il Defibrillatore automatico esterno (DAE) su una persona adulta o su un bambino in attesa dell’arrivo del Servizio Medico d’Emergenza.
I corsi sono aperti a tutti i maggiorenni anche senza alcuna formazione sanitaria, incaricati al primo soccorso aziendale o presso centri sportivi. 

Per le aziende che acquistano un defibrillatore e formano alcune persone (es. addetti al primo soccorso) è possibile la riduzione del tasso medio di tariffa INAIL attraverso la compilazione del modello OT24.

Per un'offerta personalizzata potete contattare la dott.sa Gabriella Donati al numero di telefono 0461 397485/912765 oppure via mail formazione@prosalute.net


12 gennaio 2016

MILLEPROROGHE 2016 - CONFERME E RINVII SISTRI

Nei giorni scorsi è stato convertito in Legge il Decreto “Milleproroghe” n. 210/2015, il quale ha esteso fino al 31 dicembre 2016 la sospensione delle sole sanzioni relative al SISTRI.

I produttori di rifiuti pericolosi hanno comunque l’obbligo di compilazione sia del Registro Rifiuti Cartaceo che del SISTRI fino a fine anno 2016.

Rimane invece invariato al 30 aprile 2016 il termine per il pagamento del contributo annuale SISTRI.
Ricordiamo inoltre che le sanzioni relative alla compilazione del Registro Rifiuti cartaceo rimangono ancora in essere sempre fino al 31 dicembre 2016.
I nostri Tecnici sono a Vostra disposizione per assistervi nell'utilizzo del nuovo sistema, mediante incontri formativi personalizzati anche presso la Vs. sede aziendale, testando fra l'altro il corretto funzionamento dei dispositivi USB in Vostro possesso. 

Per ogni informazione o precisazione in materia, potete contattare i nostri tecnici dott. Andrea Balduzzi e ing. Francesca Ierace via mail francesca.ierace@prosalute.net o andrea.balduzzi@prosalute.net oppure al numero di telefono 0461/912765.


12 gennaio 2016

PUBBLICATO IL BANDO ISI 2015 

E’ stato pubblicato il bando per l’assegnazione dei 2.398.068 euro stanziati dall’Inail a favore di interventi per la sicurezza sul lavoro relativamente alla Provincia Autonoma di Trento.

L'Inail finanzia in conto capitale le spese sostenute per progetti di miglioramento dei livelli di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. I destinatari degli incentivi sono le imprese, anche individuali, iscritte alla Camera di Commercio Industria, Artigianato ed Agricoltura.

L’incentivo è costituito da un contributo in conto capitale pari al 65% dell’investimento, per un massimo di 130.000 ed un minimo di 5.000 euro. Per le imprese fino a 50 dipendenti che presentano progetti per l’adozione di modelli organizzativi e di responsabilità sociale non è fissato il limite minimo di spesa. I finanziamenti sono a fondo perduto e vengono assegnati fino a esaurimento, secondo l’ordine cronologico di arrivo.


Progetti ammessi a contributo

Sono ammessi a contributo progetti ricadenti in una delle seguenti tipologie:

1. progetti di investimento per la riduzione o eliminazione del rischio dei fattori come:
  • Agenti chimici pericolosi
  • Agenti cancerogeni o mutageni
  • Spazi confinati
  • Movimentazione manuale di carichi
  • Vibrazioni trasmesse al corpo intero
  • Vibrazioni al sistema mano-braccio
  • Rumore
2. progetti di responsabilità sociale e per l’adozione di modelli organizzativi:
  • LINEE GUIDA UNI INAIL
  • OHSAS 18001
  • SA 8000
3. progetti di bonifica da materiali contenenti amianto


Le scadenze

Dal 1 marzo al 5 maggio 2016 si può inserire online il proprio progetto. Se le caratteristiche del progetto sono in linea con quelle richieste dal bando, è possibile partecipare alla fase successiva di invio telematico della domanda. I finanziamenti sono a fondo perduto e vengono assegnati fino a esaurimento, secondo l’ordine cronologico di invio.

I nostri Tecnici sono a Vostra disposizione per individuare gli investimenti idonei al finanziamento e fornirVi informazioni dettagliate ed assistenza nella presentazione e gestione della domanda di contributo, individuando la documentazione necessaria a tale scopo.

Per ogni informazione o delucidazione in materia, contattateci scrivendo a:

  • andrea.balduzzi@prosalute.net per i progetti precedentemente indicati al punto 1 (progetti di investimento per la riduzione o eliminazione del rischio)
  • p.dallemulle@prosalute.net per i progetti precedentemente indicati al punto 2 (progetti di responsabilità sociale e per l’adozione di modelli organizzativi)
oppure al numero di telefono 0461/912765 chiedendo di uno dei sopracitati tecnici.
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Progetto Salute,
10 mar 2016, 02:37