Lavori in trasferta all'estero

INTRODUZIONE

I processi di globalizzazione e la dimensione sovranazionale dei mercati stanno intensificando l’interesse e la tendenza imprenditoriale ad operare al di fuori dei confini nazionali.
In materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro si possono configurare due distinte situazioni:

  •  transnazionalità originaria: l’esecuzione della prestazione avviene stabilmente in luogo posto al di fuori dei confini nazionali;
  • transnazionalità acquisita: l’esecuzione della prestazione lavorativa all’estero è riferita solo a periodi temporalmente delimitati (es.: la trasferta).

Questo secondo aspetto, riferito alle trasferte all’estero, pone a capo del datore di lavoro degli obblighi particolari in quanto, in caso di invio temporaneo del lavoratore in un paese diverso da quello in cui esegue abitualmente la sua prestazione, la normativa applicabile continua ad essere quella operante prima del temporaneo mutamento del luogo di esecuzione della prestazione e conseguentemente anche le tutele e le misure di prevenzione protezione previste dalla valutazione dei rischi aziendale devono essere garantite al lavoratore.
Per le trasferte in ambito comunitario il legislatore comunitario ha perseguito l’emanazione di una serie di direttive finalizzate ad imporre dei livelli minimi di tutela e ad armonizzare sulla base di principi comuni le singole legislazioni nazionali.
Per le trasferte in ambito extracomunitario i generali principi di diritto internazionale privato subordinano la trasferta alla sussistenza in condizioni minime di tutela, non solo di natura economica, ma anche riferita agli aspetti di sicurezza e salute sul posto di lavoro.

VALUTAZIONE DEL RISCHIO

Oltre ai rischi tradizionali legati alla mansione specifica si devono quindi valutare i rischi legati all’area geografica e al Paese di destinazione (inclusa la security, l’igiene, la disponibilità di supporti per l’emergenza e la sanità, le condizioni igieniche generali). In particolare si devono prendere in considerazione:

  • clima (sahariano, monsonico, continentale, artico, tropicale, ecc.)
  • area di residenza lavorativa (urbana, extraurbana, rurale, ecc.)
  • condizioni abitative (alberghi, abitazioni locali, disponibilità di servizi igienici, presenza di vettori di infezione)
  • condizioni di vita (sicurezza di cibi, approvvigionamento idrico, condizioni degli ospedali)

Uno degli aspetti importanti, ma spesso sottovalutati, sia nella prevenzione che nella valutazione dei rischi, è quello del rischio psicopatologico a cui si espongono i lavoratori che debbano soggiornare per periodi prolungati o ripetuti nell’arco di un breve periodo di tempo.  Tra i disturbi psicopatologici più diffusi si evidenziano il disturbo dell’adattamento che si può manifestare con “umore depresso” e con “ansia” che ha come causa, nel caso di lavoratori all’estero, la “reazione” ad eventi vissuti come “perdita”, anche se temporanea, come ad esempio la perdita rispetto al proprio ambito relazionale ed affettivo, il cambiamento degli stili di vita (ritmo biologico sonno-veglia, abitudini alimentari, ecc.) ed un ridotto senso di controllo sul nuovo ambiente di vita.

SORVEGLIANZA SANITARIA

La sorveglianza sanitaria riguardante i lavoratori all’estero deve essere orientata a:

  • Tutelare la salute e la sicurezza del lavoratore/ viaggiatore;
  • Ottimizzare la capacità del lavoratore/viaggiatore nello svolgere in sicurezza la propria mansione;
  • Proteggere la salute e la sicurezza dei colleghi e dei cittadini.

Il datore di lavoro deve fornire al Medico Competente le informazioni necessarie per elaborare il programma di sorveglianza sanitaria per il lavoratore all’estero, quali ad esempio:

  • itinerario del viaggio: eventuale sequenza dei Paesi transitati ed i mezzi utilizzati;
  • durata del soggiorno: se prolungata (mesi/anno) o breve (giorni/settimane);
  • frequenza del soggiorno: se episodica o ripetuta;
  • natura della missione: intesa come profilo della mansione all’interno dell’organizzazione di lavoro.

Ciò consentirà al Medico Competente di organizzare un adeguato programma sanitario che dovrebbe essere portato a conclusione, in linea generale, due settimane prima della partenza (N.B.: le eventuali vaccinazioni potranno essere erogate dal Sistema Sanitario Nazionale o Provinciale)

INFORMAZIONI AL LAVORATORE

Nell’ambito dell’informazione e formazione del lavoratore previsti dalla vigente normativa, devono essere previste sessioni integrative specifiche riferite all’attività svolta all’estero ed in particolare:

  • rischi specifici della mansione (se diversi da quelli abituali);
  • rischi legati alla destinazione lavorativa in relazione al clima, alle condizioni igienico-sanitarie, agli aspetti alimentari, alla disponibilità di presidi ospedalieri
  • pratica vaccinale facoltativa (es.: influenza, epatite A e B, tifo, colera, meningococco, febbre gialla, difterite, ecc.)

A questo proposito possono essere utilizzate le seguenti risorse:

  1. Sito Farnesina Viaggiare Sicuri http://www.viaggiaresicuri.it/salute-in-viaggio.html
  2. Applicazione SAIPEM Sì viaggiare per smartphone e tablet: http://www.saipem.com/sites/SAIPEM_it_IT/minisiti/saipem-app.shtml
  3. Sito dedicato ai viaggi all’estero dell’Azienda Provinciale Servizi Sanitari: https://www.apss.tn.it/-/ambulatorio-medicina-del-viaggiatore