Rischi sanitari della saldatura

È  noto come durante i lavori di saldatura si possano liberare fumi, polveri, vapori e gas contenenti anche sostanze pericolose per la salute e sicurezza degli operatori. E complessivamente nei fumi e nei gas conseguenti alle attività di saldatura si possono trovare circa 40 sostanze chimiche.

La saldatura e le conseguenze sulla salute

Qui sotto è riportato un elenco non esaustivo delle più importanti sostanze pericolose (con i rispettivi ossidi) che si riscontrano nella saldatura e le possibili conseguenze sulla salute:

  • alluminio: alluminosi (*)
  • piombo: tossicità relativa a sangue, sistema nervoso, reni, apparato digerente e riproduttivo
  • cadmio: lesioni polmonari e renali, polmonite tossica (cancro del polmone?)
  • cromo (III): irritazione delle mucose
  • cromo (VI): tumori del naso, cancro del polmone, sensibilizzazione (dermatite)
  • cobalto: sensibilizzazione (asma, eczema)
  • isocianati: asma
  • rame: febbre da inalazione di fumi metallici, irritazione delle vie aeree
  • fluoro: irritazione (fluorosi, lesioni renali)
  • ferro: siderosi (polmone del saldatore), siderofibrosi
  • monossido di carbonio: sintomi a livello del snc, asfissia, sintomi cardiovascolari
  • magnesio: febbre da inalazione di fumi metallici
  • manganese: parkinsonismo (manganismo), febbre da inalazione di fumi metallici, bronchite
  • molibdeno: irritazione delle vie aeree
  • nichel: sensibilizzazione, cancro delle vie aeree
  • ozono: irritazione delle vie aeree
  • fosgene: irritazione delle vie aeree, edema polmonare
  • ossidi di azoto (=gas nitrosi): irritazione delle vie aeree, bronchiolite, edema polmonare
  • vanadio: irritazione delle vie aeree
  • zinco: febbre da inalazione di fumi metallici, neurotossicità
  • stagno: stannosi, neurotossicità.

 (*) gli ossidi di alluminio “si formano nei processi di saldatura di materiali di base e di apporto contenenti alluminio”. Dopo un'esposizione a concentrazioni elevate per molti mesi o anni a fumi di saldatura contenenti alluminio si può sviluppare una pneumoconiosi (detta alluminosi) senza partecipazione dei linfonodi e senza formazione di granulomi. L'alluminosi colpisce soprattutto i campi polmonari superiori e medi. Per la diagnosi precoce dell'alluminosi si ricorre alla HRCT, in quanto gli esami radiologici convenzionali permettono di evidenziare solo alterazioni avanzate.

Nelle sperimentazioni sugli animali l'alluminio “si è dimostrato neurotossico, portando alla deposizione dei cosiddetti ‘neurofibrillary tangles' nei neuroni”. Questi ammassi neurofibrillari compaiono anche nella malattia di Alzheimer, ma “non esistono tuttavia evidenze riguardo al ruolo causale dell'alluminio in questa forma di demenza. Sembra invece esserci una relazione tra valori elevati di alluminio nell'urina e disturbi cognitivi”.  L'alluminio ha un'emivita (un parametro che indica il tempo richiesto per ridurre del 50% la biodisponibilità della sostanza) nel corpo dell'ordine di mesi e anni.

Tratto da Rischi sanitari della saldatura-Divisione di Medicina del Lavoro dell'Istituto elvetico per l'assicurazione e la prevenzione degli infortuni (Suva)