DPI - Adeguamento della normativa nazionale

Adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del regolamento (UE) n. 2016/425 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 9 marzo 2016, sui dispositivi di protezione individuale e che abroga la direttiva 89/686/CEE del Consiglio. (19G00023) (GU Serie Generale n.59 del 11-03-2019)

DPI | Nuovo D.Lgs 17/2019

√ą entrato in vigore Marted√¨ 12 Marzo, il Decreto Legislativo n. 17 del 19 febbraio scorso in merito all'adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del Regolamento europeo sui DPI.

Tra gli aspetti pi√Ļ significativi dell'approvazione di questo provvedimento troviamo le disposizioni generali in materia di mercato, sicurezza e conformit√† dei prodotti dedicati alla sicurezza sul lavoro, l'inserimento di nuovi prodotti che nel decreto precedente erano esclusi, la semplificazione e l'adeguamento di alcuni requisiti che vengono definiti essenziali per la sicurezza.

Novità anche per quanto riguarda le figure degli operatori economici interessati e, in particolare, anche per quanto riguarda le autorità di notifica, valutazione e sorveglianza che, con questo nuovo decreto legislativo, vedranno una maggiore qualificazione dei requisiti a loro richiesti per l'inserimento tra gli organismi notificati.

Riportiamo, in maniera sintetica, le principali modifiche al precedente D.Lgs. n.475/1992 apportate dal D.Lgs. 17/2019:

  • I DPI possono essere immessi sul mercato se presenti nelle "Categorie di DPI" (Art. 4) e se rispettano le indicazioni delle "Procedure di certificazione CE" (Art. 5). Tutti i DPI ritenuti conformi debbono avere la marcatura UE e il fabbricante - o il mandatario stabilito all'interno del territorio dell'Unione Europea - possano presentare la documentazione richiesta e, qual'ora si trattasse di DPI di II o III categoria, la documentazione richiesta negli allegati quinto, sesto, settimo e ottavo del regolamento dedicato ai Dispositivi di Protezione Individuale.
  • La marcatura CE, ora, deve seguire in toto le indicazioni riportate negli articoli 16 e 17 del Regolamento Europeo sui DPI; prima, invece, era presente l'art.12 che ne disponeva le regole.
  • Novit√† anche sul piano delle procedure di valutazione di conformit√†. L'art. 5 richiede al fabbricante di procedere con la valutazione di conformit√† e redigerne la documentazione tecnica.
  • Sanzioni sono previste verso i fabbricanti che immettono sul mercato DPI non conformi ai requisiti essenziali di sicurezza.
  • Gli Oneri e i Pagamenti sono stati anch'essi modificati e sono "a carico degli operatori economici interessati".
  • Anche il Testo Unico sulla Sicurezza riceve modifiche da questo nuovo Decreto Legislativo. L'art. 74 viene modificato inserendo un richiamo al regolamento UE n. 2016/425 e ne viene aggiunto un comma, il secondo, dove si specifica che, ai fini del testo unico non costituiscono DPI i dispostivi ivi citati. In ultima istanza subisce modifica anche l'art. 76 relativo ai requisiti dei DPI nel quale nuovamente si fa riferimento al Regolamento UE n. 2016/425 e vengono argomentati i vari requisiti dei Dispositivi di Protezione previsti dal comma 2.
  • Si riporta l'Art. 4. (Categorie di DPI). ‚Äď

    1. I DPI sono suddivisi

    in tre categorie.

    1. Appartengono alla prima  categoria,  i DPI   di progettazione semplice destinati a salvaguardare la persona da rischi di danni fisici di lieve  entita'. 

    Nel  progetto deve presupporsi che la persona che usa  il  DPI  abbia  la possibilita' di valutarne l'efficacia e di percepire, prima di riceverne pregiudizio, la progressiva  verificazione  di effetti lesivi.

    1. Rientrano esclusivamente nella prima categoria i DPI che hanno la funzione di salvaguardare da:
    2. a) azioni lesive con effetti superficiali prodotte da strumenti meccanici;
    3. b) azioni lesive  di  lieve  entita'  e  facilmente reversibili causate da prodotti per la pulizia;
    4. c) rischi derivanti dal contratto¬† o¬† da¬† urti¬† con oggetti¬† caldi,¬† che¬† non¬† espongano¬† ad¬† una¬†¬† temperatura superiore ai 50¬į C;
    5. d) ordinari fenomeni  atmosferici  nel   corso   di attivita' professionali;
    6. e) urti lievi e vibrazioni inidonei  a  raggiungere organi  vitali  ed  a   provocare   lesioni   a   carattere permanente;
    7. f) azione lesiva dei raggi solari.
    8. Appartengono alla seconda categoria i DPI che  non rientrano nelle altre due categorie.
    9. Appartengono alla  terza  categoria   i   DPI   di progettazione complessa destinati a salvaguardare da rischi di morte o di lesioni gravi e di carattere permanente.  Nel progetto deve presupporsi porsi che la persona che  usa  il DPI non abbia la possibilita' di percepire  tempestivamente la verificazione istantanea di effetti lesivi.
    10. Rientrano esclusivamente nella terza categoria:
    11. a) gli apparecchi   di   protezione   respiratoria filtranti contro gli aerosol solidi, liquidi o contro i gas irritanti, pericolosi, tossici o radiotossici;
    12. b) gli apparecchi  di  protezione   isolanti,   ivi compresi quelli destinati all'immersione subacquea;
    13. c) i DPI che assicurano una protezione limitata nel tempo contro le aggressioni chimiche e contro le radiazioni ionizzanti;
    14. d) i DPI per attivita' in ambienti¬† con¬† condizioni equivalenti ad una temperatura d'aria non inferiore a¬† 100¬į C, con o senza radiazioni infrarosse, fiamme o materiali in fusione;
    15. e) i DPI per attivita' in ambienti¬† con¬† condizioni equivalenti ad una temperatura d'aria non superiore a¬† -50¬į C;
    16. f) i DPI destinati  a  salvaguardare  dalle  cadute dall'alto;
    g)  i  DPI  destinati  a  salvaguardare  dai   rischi connessi ad attivita' che espongano a  tensioni  elettriche pericolose o utilizzati come  isolanti  per  alte  tensioni elettriche
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