Trattamento dati relativi alla vaccinazione anti covid-19 nel contesto lavorativo

Il piano nazionale di vaccinazione per il COVID-19, partito il 27 dicembre 2020, entrerà nei prossimi mesi nella sua fase più intensa, con lo scopo di vaccinare gradualmente tutta la popolazione nazionale.

Il piano si articolerà in più fasi aventi lo scopo di proteggere inizialmente le categorie più a rischio in relazione all'età, alla condizione sanitaria ed alla professione svolta.

In merito a quest'ultima categoria, riteniamo utile riassumere di seguito alcuni chiarimenti forniti dal Garante per la protezione dei dati personali.

Il datore di lavoro può chiedere conferma ai propri dipendenti dell'avvenuta vaccinazione?

Il datore di lavoro non può chiedere ai propri dipendenti di fornire informazioni sul proprio stato vaccinale o copia di documenti che comprovino l‘avvenuta vaccinazione anti Covid-19. Ciò non è consentito né dalle disposizioni dell'emergenza né dalla disciplina in materia di tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.

Il datore di lavoro può chiedere al medico competente i nominativi dei dipendenti vaccinati?

Il medico competente non può comunicare al datore di lavoro i nominativi dei dipendenti vaccinati. Il medico competente nel trattare i dati sanitari dei lavoratori può raccogliere le informazioni relative alla vaccinazione ai fini dell'emissione dei giudizi di idoneità alla mansione specifica ed alle eventuali prescrizioni e/o limitazioni.

Il piano nazionale di vaccinazione per il COVID-19, partito il 27 dicembre 2020, entrerà nei prossimi mesi nella sua fase più intensa, con lo scopo di vaccinare gradualmente tutta la popolazione nazionale.

Il piano si articolerà in più fasi aventi lo scopo di proteggere inizialmente le categorie più a rischio in relazione all'età, alla condizione sanitaria ed alla professione svolta.

In merito a quest'ultima categoria, riteniamo utile riassumere di seguito alcuni chiarimenti forniti dal Garante per la protezione dei dati personali.

Il datore di lavoro può chiedere conferma ai propri dipendenti dell'avvenuta vaccinazione?

Il datore di lavoro non può chiedere ai propri dipendenti di fornire informazioni sul proprio stato vaccinale o copia di documenti che comprovino l‘avvenuta vaccinazione anti Covid-19. Ciò non è consentito né dalle disposizioni dell'emergenza né dalla disciplina in materia di tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.

Il datore di lavoro può chiedere al medico competente i nominativi dei dipendenti vaccinati?

Il medico competente non può comunicare al datore di lavoro i nominativi dei dipendenti vaccinati. Il medico competente nel trattare i dati sanitari dei lavoratori può raccogliere le informazioni relative alla vaccinazione ai fini dell'emissione dei giudizi di idoneità alla mansione specifica ed alle eventuali prescrizioni e/o limitazioni.

La vaccinazione anti Covid-19 dei dipendenti può essere richiesta come condizione per l'accesso ai luoghi di lavoro e per lo svolgimento di determinate mansioni (ad es. in ambito sanitario)?

Allo stato attuale, nei casi di esposizione diretta ad “agenti biologici” che comporta livelli di rischio elevati per i lavoratori, come ad esempio nel contesto sanitario, trovano applicazione le misure già previste dall'art. 279  del D. Lgs. n. 81/2008. Pertanto il datore di lavoro dovrà attuare le misure indicate dal medico competente nei giudizi di idoneità alla mansione cui è adibito il lavoratore (art. 279, 41 e 42 del D. Lgs. n.81/2008). In tale quadro, solo il medico competente, nella sua funzione di raccordo tra il sistema sanitario nazionale/locale e lo specifico contesto lavorativo e nel rispetto delle indicazioni fornite dalle autorità sanitarie anche in merito all'efficacia e all'affidabilità medico-scientifica del vaccino, può trattare i dati personali relativi alla vaccinazione dei dipendenti e, se del caso, tenerne conto in sede di valutazione dell'idoneità alla mansione specifica.

La vaccinazione anti Covid-19 dei dipendenti può essere richiesta come condizione per l'accesso ai luoghi di lavoro e per lo svolgimento di determinate mansioni (ad es. in ambito sanitario)?

Allo stato attuale, nei casi di esposizione diretta ad “agenti biologici” che comporta livelli di rischio elevati per i lavoratori, come ad esempio nel contesto sanitario, trovano applicazione le misure già previste dall'art. 279  del D. Lgs. n. 81/2008. Pertanto il datore di lavoro dovrà attuare le misure indicate dal medico competente nei giudizi di idoneità alla mansione cui è adibito il lavoratore (art. 279, 41 e 42 del D. Lgs. n.81/2008). In tale quadro, solo il medico competente, nella sua funzione di raccordo tra il sistema sanitario nazionale/locale e lo specifico contesto lavorativo e nel rispetto delle indicazioni fornite dalle autorità sanitarie anche in merito all'efficacia e all'affidabilità medico-scientifica del vaccino, può trattare i dati personali relativi alla vaccinazione dei dipendenti e, se del caso, tenerne conto in sede di valutazione dell'idoneità alla mansione specifica.

 

 

Trento, 19/03/2021

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