Attrezzature a pressione

Linee guida per la valutazione della conformità 
di attrezzature a pressione (DM 1 dicembre 2004)

Generalità
Con le disposizioni emanate nel D. lgs. N.93/2000 che recepisce la direttiva PED 97/23/CE, vengono stabiliti i requisiti essenziali di sicurezza delle attrezzature a pressione e degli insiemi. Le disposizioni di cui al menzionato decreto si applicano alla progettazione, alla fabbricazione e alla valutazione di conformità delle attrezzature a pressione e degli insiemi sottoposti ad una pressione massima ammissibile (PS) superiore a 0,5 bar. 
Per attrezzature a pressione si intendono i recipienti, tubazioni, accessori di sicurezza e accessori a pressione, contenenti gas, gas liquefatti, gas disciolti sotto pressione, vapori e liquidi. Per insieme si intendono varie attrezzature a pressione montate da un fabbricante per costituire un tutto integrato e funzionale.
Con il DM 329/2004, si intendono adottare prescrizioni (verifiche e controlli) volti a verificare la permanenza dei requisiti essenziali di sicurezza (RES) stabilite dal D. lgs. N.93/2000 (direttiva PED) in fase di esercizio delle attrezzature a pressione e degli insiemi, compresi quelli in servizio alla data di entrata in vigore della direttiva PED.

Adempimenti prima della messa in servizio di nuove attrezzature ed insiemi
L’utilizzatore che acquista una nuova attrezzatura a pressione (dopo il 29 maggio 2002) ricadente nel campo di applicazione del D. lgs. N.93/2000, ha l’obbligo di verificare che tale prodotto sia conforme all’allegato I direttiva PED di cui nel decreto medesimo e che lo stesso sia accompagnato dai seguenti documenti:
  1. Dichiarazione di Conformità, rilasciata dal fabbricante e/o dall’installatore;
  2. Manuale d’Uso e Manutenzione, che deve contenere tutte le informazioni utili per il trasporto, l’installazione, l’esercizio e la dismissione. Il manuale deve contenere in particolare i piani di controllo, le ispezioni da eseguire, la manutenzione ordinaria e straordinaria e la relativa periodicità di esecuzione.
All'atto della messa in servizio l'utilizzatore delle attrezzature e degli insiemi ricadenti nel campo di applicazione del DM 329/04 invia all'ISPESL e all'Unità Sanitaria Locale (USL) o all'Azienda Sanitaria Locale (ASL) competente, una dichiarazione di messa in servizio (Vedi allegato 2)

Attrezzature già installate
In base al DM 329/04, gli adempimenti richiesti all’utilizzatore per tutte attrezzature già installate ed in esercizio prima del 29/05/02, sono qui di seguito riassunti:
  • censimento delle attrezzature presenti in azienda e classificazione secondo direttiva PED (vedi oltre)
  • individuazione del regime di verifiche alle quali sono sottoposte dette attrezzature in base alle tabelle A e B del DM 329/04 (vedi oltre);
  • incarico e convocazione del soggetto verificatore (se richiesto) con esecuzione delle verifiche periodiche di riqualificazione (vedi oltre);
  • conservazione dei report di verifica;.
  • rispetto della periodicità delle verifiche successive.
Come si effettua la classificazione delle attrezzature a pressione e degli insiemi
Con il D. lgs. N.93/2000, le attrezzature in pressione e gli insiemi, vengono distinti in due gruppi (fluidi pericolosi e non pericolosi) in base alla natura del fluido ed in 4 categorie, in ordine crescente di rischio, definite dall’Allegato II del decreto medesimo, sulla base dei seguenti parametri: natura del fluido (gas, liquido), pressione massima ammissibile PS, volume V o dimensione nominale DN. 
Dalla combinazione dei gruppi e delle categorie si ottengono 9 tabelle, riportate nell’allegato II del D.lgs. n 93/2000, come da schema sotto riportato:

Ciascuna delle suddette tabelle è costituita da un grafico, in scala logaritmica, nel quale sono riportate in ascisse (asse orizzontale) i volumi (V) o i diametri nominali per le tubazioni (DN) ed in ordinate (asse verticale) le pressioni massime ammissibili (PS).
Per effettuare la classificazione in categorie delle attrezzature ed insiemi è necessario dunque preventivamente recuperare i seguenti dati:


Recipienti aventi come fluido l’aria compressa
Il DM 329/2004, elenca una serie di casi in cui l’utilizzatore è esentato dalla esecuzione delle verifiche di riqualificazione. Tra questi rientrano i recipienti contenenti un fluido del gruppo 2 (non pericoloso), escluso il vapor d’acqua, che non sono soggetti a fenomeni di corrosione interna e esterna o esterna, purché la pressione massima ammissibile PS £ 12 bar e il prodotto PS x V £ 12000. Tra i suddetti fluidi è compresa anche l’aria compressa (ma non l’ossigeno, in quanto comburente e quindi rientrante tra i fluidi pericolosi del gruppo 1). Questo significa che il limite precedente di esenzione per i recipienti ad aria compressa stabilito in PS £ 12 bar e PS x V £ 8000 viene elevato a 12000.
Pertanto l’utilizzatore che ha un recipiente ad aria compressa prima della direttiva PED deve verificare e mettere in atto quanto segue:
  • se PS £ 12 e PS x V £ 8000, non è tenuto a fare nessuna verifica.
  • se PS £ 12 e PS x V è compreso tra 8000 e 12000, è tenuto ad effettuare un’ultima verifica in corrispondenza della data di scadenza delle precedenti verifiche, dopo di che il verificatore constaterà che non sono necessarie altre verifiche.
  • se PS > 12 e PS x V > 12000, è tenuto ad effettuare le verifiche periodiche in quanto il fluido in base alla tabella 2 e ricade nella categoria IV. Pertanto in questo caso la cadenza delle verifiche di riqualificazione come si ricava dalla tabella A del DM 329/2004 è:
  1. ogni 3 anni: verifica di funzionamento
  2. ogni 10 anni: verifica d'integrità.
ATTENZIONE: lo schema esemplificativo sopra riportato è valido solo se i recipienti non sono soggetti a fenomeni di corrosione interna e esterna o esterna e che questa condizione sia verificata da un tecnico. 
La richiesta di verifica di riqualificazione, se necessaria, va indirizzata, all’ISPESL(Vedi allegato 2) 

N.B. La pressione PS, come definita dal d. lgs. 93/2000, è da intendersi la pressione massima per la quale l’attrezzatura è progettata, specificata dal fabbricante.


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Progetto Salute,
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